Come un albero, Rizzoli_recensione di Michela Scartozzi


In una sua canzone Roo Panes canta “Start small, grow tall”: “inizia in piccolo, diventa alto” (puoi ascoltare la canzone qui)

Mi ha fatto pensare agli alberi e ai bambini e a questo parallelismo così meraviglioso tra uomo e mondo vegetale. Mi ha fatto pensare ai piccoli semini che piantiamo ogni giorno nelle nostre case e nei nostri giardini… li chiamiamo bambini e, un giorno non molto lontano, saranno alberi maestosi e forti.

Se ci pensiamo bene infatti tutti noi siamo alberi. Siamo dotati di radici che affondano nel terreno legandoci uni agli altri; di un lungo tronco forte e robusto, la colonna vertebrale, che ci sostiene; di una chioma con cui giocare con il vento; e un midollo, il nostro cuore, che tiene in vita tutto quanto.

Ma non solo: proprio come noi umani anche gli alberi sono splendidi esseri sociali, una grande comunità in cui ognuno ha il proprio compito, la propria missione. C’è chi, come i vecchi alberi, fa ombra ai più giovani, chi come la possente quercia protegge i più fragili e chi, come mamma albero, si prende cura dei piccoli. Tutto in un bellissimo, universale equilibrio.

Qui puoi leggere un estratto di lettura.

Questo albo illustrato “green”, con le sue magiche illustrazioni accompagnate da parole dolci ed essenziali, ci racconta con un pizzico di poesia questi grandi abitanti del bosco per imparare ad osservarli, rispettarli e diventare così adulti più consapevoli della bellezza che abbiamo attorno.

Quindi… cosa aspettate?! Correte ad abbracciare un albero!

Michela

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Siamo tutti consapevoli di quanto la lettura sia un gesto stimolante e arricchente per la mente del bambino, ma… il corpo? E’ possibile leggere anche con le dita, con le mani, con i piedi? Occorre stare sempre fermi e zitti ad ascoltare? Si può giocare, correre e ballare anche tra le pagine dei libri? Durante l’incontro viaggeremo nel mondo delle storie, per conoscere attraverso quali albi illustrati sia possibile entrare in contatto con il corpo dei bambini, coinvolgendoli nel gioco e nell’espressione corporea, e rendendo così più fisico e dinamico il momento della lettura.