Aprire le porte al cambiamento e alla magia

Ci sono libri che parlano ai bambini e altri che parlano all’adulto attraverso i bambini; libri che si rivolgono a quel fanciullino che Pascoli ritiene abitare in ognuno di noi anche quando ormai le ginocchia sbucciate vengono coperte da calzoni pesanti e il tempo per il gioco è sempre meno.

È il caso di questo albo un po’ extraterrestre che, come spiega l’autore, è qui per ricordarci che tutti siamo stati bambini e che forse, ogni tanto, è bene tornare ad esserlo almeno per qualche istante. Lo diceva anche Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry: tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma solo pochi se ne ricordano!

Questa scarsa memoria purtroppo è spesso la nostra rovina; perché se solo ci sforzassimo di ricordare i nostri anni da bambini ci renderemmo presto conto di quanto fossimo felici davvero con poco, anche con delle semplici biglie colorate.

È ciò che accade al nostro protagonista, un tipetto un po’ strambo che sembra abitare su un altro pianeta, con braccia ricoperte da una simpatica pelliccia di foglie e un musetto dolcissimo ma forse un po’ indurito dal tempo e della monotonia. Eh si, perchè il nostro amico conduce una vita molto tranquilla scandita, giorno dopo giorno, sempre dalle stesse routines.

Finchè un bel giorno: TOC TOC!?

Un esserino ancora più strambo di lui si presenta alla sua porta chiedendo soltanto un po’ di compagnia, non avendo nessun altro con cui stare. Una bella seccatura, pensa il nostro amico, che non ne vuole proprio sapere di condividere la sua casa e il suo tempo con lui. Eppure, dopo un primo rifiuto, i due sembrano entrare in sintonia nonostante le diversità… ecco che allora, spinto dalla curiosità verso qualcosa di ignoto mai sperimentato fino ad ora, il nostro protagonista apre le porte della sua dimora a questo magico esserino che, come una ventata d’aria fresca, porta scompiglio ma anche un sacco di entusiasmo facendosi scopritore di un passato che forse non era mai stato dimenticato.

“Se devo essere proprio sincero, sono molto più felice da quando lui è con me.”

Ecco, questo accade quando apriamo le porte del nostro mondo all’altro, quando lasciamo entrare nella nostra quotidianità quel qualcuno o quel qualcosa che sembra essere nato per portare un po’ di magia nelle nostre vite.

Sappiamo tutti che non è facile stravolgere le nostre abitudini e tantomeno aprirci all’ignoto però, come questa storia insegna, molte volte è il cambiamento a venir dritto dritto da noi, a bussare alla nostra porta, e lo spirito con cui gli apriamo può e deve fare la differenza!

Quindi, che sia un esserino curioso e strano a scompigliarci la vita, o noi stessi, a volte può essere davvero benefico cambiare.

Aspettarsi l’inaspettato, mi ripete spesso la mia tata Matilde del cuore… ed è proprio vero.

Buona lettura,

Michela

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