Un bellissimo albo illustrato per giocare a conoscere gli altri dalla porta di un ascensore.

“Nell’ascensore di un palazzo, in un giorno qualunque, entrano tantissime persone. Alcune hanno fretta, altre sono allegre, e altre ancora si guardano allo specchio. Tutte però salgono e scendono con un motivo preciso”.

Quale? Cosa fanno le altre persone, i nostri vicini di casa, aldilà delle loro soglie? Guardare nelle case degli altri è una tentazione forte, che nasce anche dall’attitudine tutta umana al pettegolezzo. A questo proposito il premio Pulitzer Harari scrive: “Il nostro linguaggio si è formato sui pettegolezzi. Secondo questa teoria, l’Homo sapiens è innanzitutto un animale sociale. La cooperazione sociale è la nostra chiave della sopravvivenza e della riproduzione. A ogni uomo o donna presi a sé non basta sapere dove ci sono i leoni o i bisonti. Molto più importante per loro è sapere chi, nel loro gruppo, odia chi, chi dorme con chi, chi è onesto, e chi è un imbroglione”¹.

Il pettegolezzo è dunque una dinamica utile a livello sociale, ma c’è un rovescio della medaglia. Come scrive Piero Ferrucci ” Secondo alcuni sociologi il pettegolezzo è un’attività utile alla società, perché aiuta a  far parte di un gruppo ed esercita una qualche regolamentazione sociale. Forse, ma come psicoterapeuta devo osservare che il pettegolezzo, la critica, la malignità possono avere effetti devastanti sulla vita delle persone“².

Ecco che dunque ci troviamo davanti a un bivio: riconoscere l’esistenza di una dinamica umana profondamente radicata, e scegliere in che modo accordarsi a essa.

Che ruolo possono avere i libri e le storie in un contesto come questo? Tutte le narrazioni che raccontano vite altrui rappresentano uno sguardo dentro e intorno individui che non conosciamo. E noi lettori, dalla nostra prospettiva, curiosiamo dentro le loro identità e le integriamo nella nostra. E’ una risorsa estremamente preziosa per arricchire la propria esperienza del mondo.

In questo contesto penso sia molto pertinente inserire quegli albi illustrati che sbirciano con curiosità nelle case degli altri, come accade in questo bellissimo albo di Cristina Petit e Chiara Ficarelli: una trentina di personaggi che, nell’arco di una giornata, entrano o escono dall’ascensore di un condominio. 

Un giorno, un ascensore. Ediz. a colori - Cristina Petit,Chiara Ficarelli - 3

Incontriamo una mamma tuttofare vestita come un idraulico, e una mamma pilota che parcheggia l’elicottero sul tetto; conosciamo tre gemellini che litigano furiosamente e dopo cinque minuti han già fatto pace; vediamo una zia che inizia a sferruzzare un maglione all’ottavo piano e al piano terra l’ha già finito; salutiamo una bambina con le scarpe veloci, e un bambino con le scarpe invisibili.

Un giorno, un ascensore. Ediz. a colori - Cristina Petit,Chiara Ficarelli - 2

Cosa stanno facendo? Chi sono? Cosa ci racconta di loro l’abbigliamento, l’espressione del viso, gli oggetti che trasportano?

Pagina dopo pagina restiamo irretiti in una serie di scatti che fermano istanti apparentemente isolati uno dall’altro, e che invece, integrando in un insieme le singole parti, vanno a costruire una storia più ampia.

<em>Un giorno, un ascensore</em>

Il finale ci regala un evento bellissimo, così raro nei palazzi delle nostre città – forse soprattutto in questo ultimo periodo, dove lo stare insieme risulta ancora più difficile. E in quella tavola finale dove tutto torna, i piccoli lettori possono giocare a cercare le persone che hanno conosciuto nelle pagine precedenti, mettere insieme gli indizi suggeriti dalle immagini e dare un senso alla narrazione lasciando il condominio con un sorriso, e con la sensazione di aver letto una storia davvero bella.

<em>Un giorno, un ascensore</em>


¹ Yuval Noah Harari, Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità, Bompiani
² Piero Ferrucci, La forza della gentilezza, Mondadori

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