10 libri per allenare la vista e familiarizzare con la “lettura”

«Fin dalla nascita i bambini sono persone complete, cioè sono sociali, collaborativi e pronti a comunicare. Queste qualità non sono frutto di insegnamenti, sono innate. D’altra parte, perché queste qualità si sviluppino, i bambini hanno bisogno di vivere con adulti che si comportino in maniera da rispettarne e modellarne il comportamento sociale e umano»¹.

Spesso i genitori si chiedono se sia davvero necessario proporre i libri ai loro bambini appena nati, presentarglieli quindi prima che siano in grado, per esempio, di vedere con chiarezza le figure, di riconoscere il significato delle illustrazioni e delle parole o di tenerli in mano. La vista è, in effetti, il senso meno sviluppato nei neonati che si perfeziona nei primi mesi di vita. Un modo per assecondare questa crescita è proporre libri in bianco e nero pensati opportunatamente per loro: libri resistenti con fondi piatti, in bianco o in nero appunto, sui quali spiccano sagome a contrasto.

libri in bianco e nero neonati Katsumi KomagataFirst Look
K. Komagata

I bambini maturano solo intorno ai 6 mesi le facoltà cognitive per accorgersi che un libro è un oggetto con delle caratteristiche proprie, sì diverso dalle altre cose con cui giocano, ma ugualmente attraente da essere afferrato, tastato, assaporato, ciucciato, insomma, esplorato con e in tutti i sensi. Questa consapevolezza non dimostra però che offrire ai neonati libri di qualità ben prima dei 6 mesi sia inutile: anzi, come sottolinea Luigi Paladin, «è consigliabile se si vuole favorire la familiarizzazione con l’oggetto libro e farlo diventare un elemento conosciuto con naturalezza e senza forzature, un compagno di vita»². 
In questi primi libri non aspettatevi storie narrate e illustrazioni (a qualcuno potrebbero addirittura sembrare proposte inconcludenti o sterili), ma ai neonati piacciono moltissimo e ve ne accorgerete da come saranno concentrati di fronte all’immagine che fisseranno a lungo, come incantati, proprio perché si staranno impegnando, proprio perché staranno sviluppando la vista.

Ricordatevi che non si parla di storie vere e proprie fino a che i bambini, addirittura verso i 20 mesi, non diventano narrativamente competenti. Le operazioni mentali da compiere per leggere le immagini rappresentate nei libri sono, infatti, varie e complesse:

  • il riconoscimento, il lettore si impegna per riconoscere gli oggetti, gli animali o i personaggi raffigurati nel libro;
  • la concettualizzazione, il lettore capisce che un personaggio o un oggetto raffigurati ne rappresentano simbolicamente anche altri che non sono sulla pagina, ma che esistono o sono assimilabili a essi a livello concettuale;
  • l’inferenza, per decifrare il significato di un’illustrazione il lettore deve operare sia collegamenti tra le diverse immagini presenti nella stessa apertura di pagina (inferenza verticale), sia il nesso che lega le immagini di una pagina a quelle delle successive (inferenza orizzontale)³.

Se l’immagine è troppo complessa, i bambini molto piccoli hanno quindi difficoltà a cogliere l’insieme e si focalizzano su tanti piccoli particolari, a volte senza collegarli tra loro, perdendo il senso del messaggio.
Ecco perché è importante che i libri proposti siano pensati e realizzati rispettando le loro competenze e necessità: figure nitide ben stagliate sullo sfondo, contrasti fra il chiaroscuro, fotografie in cui riconoscersi, sagome, buchi e texture in rilievo da esplorare con le mani, finestrelle da aprire (che ricordano il gioco del cucù).
Il contrasto tra il bianco e il nero è quindi un primissimo stimolo per il cervello dei neonati e si può assecondare mettendoli di fronte a libri (cartonati o a leporello, cioè a fisarmonica) con semplici motivi geometrici, rappresentazioni di oggetti comuni e animali a silhouette, che attivano la loro attenzione e incoraggiano la concentrazione.

La stimolazione visiva, inoltre, è uno dei modi migliori per prolungare il tempo trascorso a pancia in giù (il “tummytime”): una fase estremamente importante per lo sviluppo fisico perché in questa posizione si rafforzano i muscoli del petto e della schiena che li sosteranno quando inizieranno a rotolare e a gattonare.

Bianco e nero
T. Hoban

Come scegliere i primi libri?

I neonati, niente affatto creature che necessitano solo di essere nutrite e cambiate, hanno quindi bisogno di essere stimolati: sono attratti dagli elementi a forte contrasto che risaltano rispetto al resto dell’ambiente, da loro percepito come omogeneo e ovattato, una contrapposizione che attira la loro attenzione e li aiuta a sviluppare la messa a fuoco. Nonostante la vista ancora immatura, infatti, riescono a interpretare immagini semplici e a interagire con esse senza la mediazione dell’adulto.

Ecco alcune caratteristiche peculiari perché i libri in bianco e nero possano essere definiti adeguati ai loro piccolissimi “lettori”: le immagini devono essere quotidiane, stereotipate e realistiche.
I soggetti devono essere riconoscibili, appartenere cioè al quotidiano, perché possano essere di loro interesse: il bavaglino, la chiave, il biberon, il pupazzo.
Devono essere stereotipati: l’uccellino è un passerotto o un merlo, non un colibrì o un’aquila reale; la chiave è quella di metallo che apre la porta di casa, non quella del giardino segreto.
In ultimo, devono essere realistici: l’astrazione non è una capacità che i neonati posseggono e, per di più, non hanno visto abbastanza realtà per essere capaci di riassumerla in ogni sfumatura.
Un utile accorgimento è la rilegatura del libro stesso: scegliete un cartonato dalle pagine spesse e dagli angoli arrotondati o, ancora meglio, un leporello da aprire a fisarmonica e posizionare ai lati del fasciatoio, per esempio.

Anche i libri con righe e puntini come Spots and dots sono adatti: se disposti alternativamente i segni grafici vengono percepiti in movimento dagli occhi giovani e inesperti dei neonati che ne rimarranno affascinati.

Maria Montessori, Bruno Munari, Tana Hoban e Katsumi Komagata: i maestri del bianco e nero

Oltre a quelle presenti nei libri, potete proporre immagini ad alto contrasto utilizzando le giostrine o “mobiles” Montessori. Si tratta di giostrine progettate per incoraggiare la concentrazione dei neonati, non ancora in grado di afferrare volontariamente un oggetto, offrendo loro un’esperienza visuale: guardando gli oggetti fluttuare nell’aria e ponendo l’attenzione su uno in particolare da seguire, i bambini piccolissimi allenano la loro “mente assorbente”, ricevendo informazioni sul movimento cinetico e sulla percezione del colore e della profondità.
Non a caso, la prima giostrina da propore è quella intitolata Bruno Munari, composta da figure geometriche in bianco e nero e da una sfera trasparente e riflettente. Sul web se ne trovano tantissime (da acquistare oppure da realizzare in casa), devono essere appese a una distanza di circa 25-30 cm e vanno sostituite ogni due o tre settimane affinché rimangano attività sensoriali stimolanti per davvero: l’osservazione è tutto ciò che questa attività richiede.

La capacità di decifrare il simbolismo delle illustrazioni, di capire cioè che un disegno è la rappresentazione di un oggetto reale, non è una conquista semplice. Sostenitrice di questa evidenza è stata Tana Hoban, fotografa americana che ha realizzato con straordinaria anticipazione numerosi libri rivolti alla primissima infanzia, sia in bianco e nero, sia fotografici. I suoi Black & White, White on Black e Black on White sono tuttora i prodotti editoriali che più di tutti soddisfano le caratteristiche necessarie per essere offerti sin dalla nascita.

In tempi più recenti, Katsumi Komagata, considerato l’erede e continuatore del progetto artistico e didattico di Bruno Munari, ha creato la serie Little Eyes. Nel 1990, quando nacque sua figlia, il designer voleva creare qualcosa che gli permettesse di comunicare con lei: «il papà non è vicino al piccolo quanto la mamma perché mamma e bebè hanno vissuto insieme per mesi prima della nascita, allora ho pensato al modo in cui potevo dire a mia figlia che ero suo padre e ho creato carte disegnate per attirare la sua attenzione»⁴. First Look, che appartiene a questa serie, non è un libro, ma sono carte visive che favoriscono, sì, lo sviluppo della vista, ma il fine ultimo, il più importante, è il gioco: «ludicamente queste forme danzano in piccoli cartoncini piegati in tre, in cui il bianco e il nero producono il massimo contrasto possibile, quella contrapposizone che attira maggiormente i neonati in un periodo in cui non sanno dove dirigere lo sguardo e solo di fronte a forme di questo tipo si soffermano a osservare»⁵.

libri bianco e nero

Che cos’è?
T. Hoban

I libri in bianco e nero oggi

Mentre scrivevo l’articolo sui libri in bianco e nero, una straordinaria novità mi ha sorpresa e costretta a posticipare la data di uscita: proprio in questi mesi le case editrici Editoriale Scienza e Camelozampa stanno lavorando per portare in Italia i libri di Tana Hoban, rispettivamente a maggio e a settembre, rendendo finalmente disponibili (e soprattutto reperibili) titoli immancabili nelle librerie dei piccoli.
Il fatto poi che i libri in bianco e nero siano da preferire sin dalle primissime settimane, non significa che non possano essere utilizzati anche più avanti. L’editoria contemporanea, infatti, continua a proporre pubblicazioni che integrano l’uso del bianco e del nero (e di alcuni colori primari o secondari) per allenare la vista, con altri strumenti che ampliano il bagaglio di esperienze sensoriali e di apprendimento.
La collana “inbianco&nero” di Lapis, che alle figure ad alto contrasto aggiunge un originale meccanismo di scorrimento delle pagine per scoprire l’immagine sottostante alla prima, trasformando così il libro in un oggetto da esplorare, si può proporre intorno ai 12 mesi.
La serie “Baby Montessori” di White Star Kids unisce immagini a tre colori (il bianco, il nero e il rosso) a percorsi da seguire con le dita, mentre i libretti illustrati da Xavier Deneux per Tourbillon presentano particolari in rilievo per soddisfare l’esperienza tattile.
Infine, alcuni titoli di Minibombo sono veri e propri albi illustrati, godibilissimi quando i bambini sono narrativamente competenti (Gatto Nero, Gatta Bianca, per esempio, racconta, letteralmente e graficamente, come gli opposti si attraggano e La mia famiglia è uno zoo è un catalogo spassosissimo dei parenti che tutti i bambini del mondo hanno incontrato almeno una volta nella vita).

10 libri in bianco e nero per allenare la vista e familiarizzare con la “lettura”

Da 0 mesi:
1. T. Hoban, Bianco e nero, Editoriale Scienza
2. T. Hoban, Che cos’è?, Camelozampa
3. K. Komagata, First Look, Les trois ourses
(edizione reperibile)
4. Spots and Dots, Two-Can Pub Inc

Da 12 mesi:
5. R. Castagna, La mia giornata, Lapis
6. A. Baruzzi, Seguimi!, White Star Kids
7. X. Deneux, I miei animali, Tourbillon
8. J. Foster, Bianco e nero, La Margherita

Da 24-36 mesi:
9. S. Borando, Gatto Nero, Gatta Bianca, Minibombo
10. T. Sdralevich, La mia famiglia è uno zoo,
Minibombo

 


¹ J. Juul, Il bambino è competente, Feltrinelli, Milano, 2003, p. 17.
² L. Paladin, Libri che sanno di buono: la ricerca di libri validi per la fascia 0-3 anni, in «Liber» n. 107, Luglio-Settembre 2015, p. 23-28.
³ Cfr. E. Mazzoli, Fai un libro, fanne un altro, Torino, Il leone verde Edizioni, 2018, p. 63.
⁴ A. Dal Gobbo, Quando i grandi leggono ai bambini, Roma, Donzelli, 2019, p. 20.
Ibidem.

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