Un'avventura a tu per tu con il brivido (e le risate)

Ricorderò sempre la prima volta che ho sentito leggere questo libro, un decennio fa, dalla direttrice della sezione ragazzi della biblioteca civica udinese. Ancora non avevo figli e avevo pochissima esperienza nella relazione con i bambini, così in quel momento ricordo di aver pensato: ma questo libro è spaventosissimo, non me la sentirò mai di leggerlo ai piccoli!

Quante cose sono cambiate in me da allora! Quante convinzioni prive di fondamento ho dovuto lasciar andare, contraddette dall’esperienza stessa: i bambini non vedono l’ora di sperimentare le proprie emozioni, soprattutto fra le pagine dei libri! Essi chiedono a gran voce di essere autorizzati a provare paura e quindi coraggio, tristezza e quindi gioia, rabbia e quindi il nuovo equilibrio che segue, e le storie sono il più vasto ambito di esperienze indirette dal quale attingere competenze. La paura della paura è una limitazione tutta degli adulti, che porta a risultati a dir poco sconvenienti.

Detto questo, IL MOSTRO DELLA BUONANOTTE E’ UN LIBRO PREZIOSO.

In primis perché è uno dei rarissimi albi illustrati che parla direttamente al lettore, permettendogli di seguire la storia associato in prima persona all’emozione: “Ti sei mai chiesto se da qualche parte, non troppo lontano, forse esistono…“. 

A partire da queste domande tutt’altro che scontate, in un crescendo di suspance e trepidazione, il bambino assisterà all’appropinquarsi di un (irresistibile) mostriciattolo affamato che, con tutta probabilità, è intenzionato a fare di lui (il lettore!) un succulento spuntino. 

Negli anni ho letto questo libro a decine e decine di bambini, e ogni volta, da dietro le pagine, mi diverto a sbirciare le loro facce: quelli che fanno gli indifferenti ma si guardano attorno circospetti, quelli che hanno già capito tutto e iniziano a ridere fin dalla copertina, quelli che hanno effettivamente gli occhi sbarrati fino alla fine.

Ma appunto, come va a finire?

Dopo aver visto procedere il nostro mostro “attraverso una foresta buia e paurosa sobbalzando sulla sua bicicletta BUM BUMPETE BUMP” (splendidi i suoni onomatopeici stile “A caccia dell’orso”, per rendere l’avventura ancora più coinvolgente), o “nel mezzo di una palude viscida e melmosa SWIISH GLUP GLUUP”, e ancora avanti…

… il lettore assiste al progredire del cammino del mostro – e al proporzionale aumento del suo appetito! – , per  giungere finalmente alla fatidica domanda che tutti vorremmo rivolgere al bambino fin dall’inizio:

“Nooooooooooooooooooo!”. E’ questa, solitamente, la risposta attendibilissima che ogni lettore esprime, a metà tra la preoccupazione e la rassicurante consapevolezza che un mostro così, con quella faccia lì, e quella biciclettina, e quella linguetta sempre fuori… dai, cosa potrebbe mai fare?

Eppure ancora non si sa mai, e infatti il mostro nel frattempo è giunto proprio a casa del bambino che legge – oh, no!-,  si può persino sentire il GOOORGOGLIARE E BROOONTOLARE della sua grande pancia vuota, e il CRIIC CRAAC CRIIC dei suoi passi su per le scale

Cosa succederà, adesso?

Dovrei essere proprio una pessima libraia se vi spoilerassi il finale qui, così. Vi lascio solo intendere che le paure si riveleranno assolutamente poco giustificate, e che invece questo albo vi darà l’occasione per ridere insieme ai vostri bambini e coccolarli, sbaciucchiarli e spupazzarli come si deve…

Tutto è bene quel che finisce bene, no?

Sono davvero felice che Il mostro della buonanotte sia di nuovo disponibile sugli scaffali delle librerie, perché finalmente questo piccolo, irresistibile mostriciattolo verde e fuxia potrà tornare a GOOOORGOGLIARE dentro le vostre case, e a rendervi felici, assieme ai vostri, meravigliosi bambini.


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