Chiedersi che cos'è una famiglia significa chiedersi cos'è l'amore.

 

“Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo.”  Lev Tolstoj

Per introdurre questo articolo ho scelto l’incipit di Anna Karenina perché da sempre mi smuove nel profondo. Cos’è una famiglia? E quando si può dire che una famiglia sia felice? Cosa deve succedere perché ciò si avveri?

Mio marito ed io abbiamo deciso di separarci e abbiamo comunicato la decisione ai nostri due figli. E adesso? Siamo ancora una famiglia? E se sì, siamo una famiglia felice? E come funziona l’ingresso del mio compagno con altri tre figli a carico? Cosa siamo tutti assieme?

Trovare risposte soddisfacenti a queste domande per trasmettere sicurezza e amore ai nostri figli è stata un’occasione straordinaria per perlustrare quello che, per noi, è il concetto di amore. Sono arrivata alla conclusione che chiedersi che cos’è una famiglia significa chiedersi cos’è l’amore.

Viviamo in un mondo in continua evoluzione, che fortunatamente tende a non accettare più dogmi culturali come fossero le uniche scelte plausibili, ma inizia a intravvedere le alternative. Quelle alternative sono la strada che porta ad avvicinarsi sempre più alla felicità e alla libertà, intese come espressione di sè e della propria responsabilità personale.

La famiglia non è un dogma e allo stesso modo non lo è l’amore. Voglio che i miei figli crescano con la convinzione nel cuore che tutto ciò che porta alla verità – quella vera –  passa per l’amore. L’amore è sempre la risposta.

E’ per questo che scrivo questo articolo sulle famiglie arcobaleno scegliendo di lasciare la parola a Silvia e Sue Ellen, madri di quattro bambini meravigliosi, perché ci raccontino il loro modo colorato di concepire l’amore.

Ecco cosa ci raccontano:

“Una domanda per adulti e piccini: di che colore vedi il mondo?
Se lo vedi di un colore solo o ti si è offuscata la vista oppure non hai guardato abbastanza bene perché diciamoci la verità: il mondo è a colori!
E l’amore di che colore è? 
Ebbene sì, anche l’amore è a colori, composto da tante diverse emozioni, che va in tante direzioni, che profuma di te, di me e di quello che ci sta attorno: l’amore universale. Se non ci fosse l’essere umano a mettere limiti e confini, usanze, tradizioni e religioni ma si vivesse in assenza di giudizio allora sì che si guarderebbe con più coraggio a tutte le diverse forme di amore.
Ci riteniamo molto fortunate perché nella vita abbiamo potuto scegliere e la libertà di scelta, nel rispetto degli altri, ci ha permesso di esprimerci con naturalezza. Amiamo il mondo, la vita e ci amiamo l’un l’altra. Lo troviamo naturale perché il nostro cuore batte diversamente, in modo speciale.
Per questo se ci chiedete come ci sentiamo vi rispondiamo diverse, perché ogni amore è specialmente diverso, perché ogni colore ha diverse gradazioni, perché ognuno dovrebbe permettersi di colorare un po’ il mondo del suo diverso colore, del suo sentire, del suo pensare, perché ognuno di noi è diversamente unico.
Queste siamo noi, Silvia e Sue Ellen, una coppia da molti anni. Il passaggio da coppia a famiglia è stato per noi naturale, un desiderio, un progetto coccolato fin da quando ci siamo conosciute.
Naturale non significa che sia stato semplice: l’Italia non era, e non è ancora pronta e noi ci tenevamo comunque ad iniziare questo percorso in modo legale, riconosciuto. Il Belgio ci ha accolte.
Non possiamo dire che la notizia della nascita di una nuova famiglia sia stata accolta facilmente e serenamente da tutti. Ma all’arrivo dei nostri figli la potenza della vita ha spazzato via in breve dubbi e paure.
Ora la nostra famiglia cammina con 12 piedi e abbraccia con 12 mani.
Passaggio successivo è stato il riconoscimento ufficiale della nostra coppia (ci siamo unite civilmente dopo l’approvazione della legge Cirinnà del 2016) e passaggio ancora non avvenuto è il riconoscimento della nostra famiglia (in attesa di un passo dello Stato in questo senso). Passaggi doverosi per vederci riconosciuti diritti uguali a quelli di tutte le altre coppie e famiglie.

In conclusione, dal libro “In una famiglia di topi” (Mulazzani, Zoboli, Topipittori)
In una famiglia di topi il tempo passa per tutti in modo diverso, con i pensieri diversi che ognuno ha: diversi da quelli degli altri e ogni giorno diversi anche dai propri. Perché in una famiglia di topi nessuno si sveglia proprio identico a come era il giorno prima.
In una famiglia di topi, certe volte, la sera, ritrovarsi è bellissimo…e magari si è felici solo perché si sente quel tipico odore che c’è in quella specifica famiglia di topi.
Con l’augurio che ognuno e ognuna di voi sappia svegliarsi al mattino capace di cambiare i propri pensieri e che abbia una famiglia, di qualsiasi colore, forma, composizione, in cui ritrovarsi.
 
 

Ecco una proposta di libri sull’argomento:

L’abbiccì della famiglia, Usborne

Immaginatevi seduti assieme ai vostri bambini con questo libro in mano: pagina per pagina si dispiegheranno davanti a voi le molteplici forme di ciò che chiamiamo famiglia. Sono tutte uguali o diverse? Quante persone ci vogliono? Parlano tutte la stessa lingua, hanno la stessa cultura, le stesse dimore, mangiano lo stesso cibo? Ci sono sempre una mamma e un papà, o può essere altrimenti?

Ecco, mentre sfogliate queste pagine con i vostri bambini, quello che state facendo è, in ultima analisi, offrire loro una visione della realtà più ampia, arricchente e libera. E’ un altro e ulteriore modo per ricordare che l’amore non ha bisogno di essere imbrigliato in regole limitanti, ma vuole essere lasciato libero di fare quello che sa fare: rendere questo pianeta una casa sempre migliore.

Molto simile come struttura è anche “Il grande grosso libro delle famiglie”, scritto da Mary Hoffman e Ros Asquith, edito da Lo Stampatello.


Sandro Natalini, In famiglia…, Fatatrac

Un libro adatto ai bambini più piccoli per illustrare i vari modi in cui si può essere famiglia (In famiglia si può essere in tanti, in pochi, o anche solo in due…) e nei quali ci si può rapportare l’un l’altro (Ci sono quelli teneroni o quelli sempre pronti a difendersi…”). Perché non c’è un solo modo di essere famiglia, nè un solo modo di imparare l’amore.

 

“Qualche volta si bisticcia, o si litiga, ma il più delle volte ci si abbraccia”

 


Francesca Pardi, Altan, Piccolo Uovo, Lo Stampatello

“Piccolo uovo non voleva nascere. Non sapeva dove sarebbe andato a finire. Aveva sentito parlare di famiglia, ma non sapeva cosa voleva dire. Così decise di andare a vedere… Voi siete per caso una famiglia? Si! risposero in coro mamma, papà e i tre coniglietti. Anche la mia sarà così? Chi lo sa , ci sono talmente tanti tipi di famiglia… Piccolo uovo decise che voleva conoscerle tutte.”

Questo libro ha una storia editoriale travagliata, e il fatto che oggi sia reperibile in qualsiasi biblioteca e libreria d’Italia dimostra che per esistere davvero, per credere in sè stessi e nelle proprie idee, ci vogliono coraggio e pazienza. L’autrice Francesca Pardi  scrive “Piccolo uovo” per poter passare ai più piccoli il concetto di inclusione in relazione all’omosessualità e a qualsiasi forma di discriminazione, ma l’opera viene a lungo rifiutata dal mondo editoriale. E’ per questo che, insieme a sua moglie Maria Silvia Fiengo, decide di fondare la casa editrice Lo Stampatello, permettendo così a Piccolo uovo di diventare un caso editoriale da quasi 10 anni.


Sara O’Leary, Quin Leng, Una famiglia è una famiglia… sempre!, La margherita

“Oggi, a scuola, abbiamo parlato di famiglie. La maestra ci ha chiesto cosa rende speciale, secondo noi, la nostra famiglia. Io non sapevo proprio cosa rispondere. La mia famiglia è diversa dalle altre.”

Il piccolo protagonista di questa storia è in difficoltà a raccontare la propria realtà familiare (alla fine capiamo che è stato adottato) e lascia la parola ai suoi compagni di classe. Nel racconto che ciascuno fa di sè ascoltiamo varie voci:“La mia mamma e il mio papà si conoscono e si amano da sempre. Sono cresciuti insieme. E, oggi, si vogliono ancora bene come allora”, “Le mie due mamme amano cantare. Spesso, la sera, cantano sul terrazzo e i vicini le ascoltano ammirati. Io un po’ meno…”, “Io vivo una settimana con la mamma e una con il papà. Quel che è giusto è giusto e siamo tutti contenti”, “ Poiché vivo con la nonna, tutti credono sia la mia mamma. Ma lei non lo è, lei è il mio TUTTO”, e altre ancora.

Tutte le brevi descrizioni sono raccontate con vivacità cristallina e profondità, e ricordano ai lettori che non è possibile definire con certezza cosa sia normale, cosa sia diverso… ma una famiglia è una famiglia… sempre!


Thaïs Vanderheyden, Il libro delle famiglie speciali, Clavis

“Ciao! Benvenuto al Condomio Felice! Il condominio felice si trova nel tronco di una quercia della Grande Foresta ed è abitato da animali di tutti i tipi. Io sono Ruggero il postino e, ogni giorno, porto lettere e pacchi agli abitanti del condominio. Nel Condominio Felice vivono tante famiglie davvero speciali! Vieni con me a conoscerle?”

Ogni famiglia (tutte diverse, ma ciascuna speciale!) riceverà una lettera misteriosa, e in ogni pagina il bruco postino chiederà al piccolo lettore di aiutarlo a cercare una delle sue scarpe blu perdute: riuscirete a trovarle tutte e otto?

E alla fine, chi ha inviato queste lettere misteriore? Sono stati i signori Riccetti, i nuovi inquilini del secondo piano, che hanno invitato tutti i condomini, postino compreso, a un allegro picnic nel giardino sotto la quercia: una festa speciale per famiglie davvero speciali!

Ecco un estratto in pdf tratto dal sito della casa editrice: https://www.alilibri.it/servizi-mi/img/pdf/9788862584197.pdf

Raccontaci la storia della tua famiglia nei commenti qui sotto: ogni casa ha una storia da raccontare!

Lascia un commento