E adesso, cosa gli dico?

“Come nascono i bambini?”.  Poche domande mettono in crisi le mamme e i papà come questa, quasi fosse il segnale di non ritorno verso l’innocenza perduta, e l’inizio della fine. Ma cosa vogliono sapere veramente i bambini? E qual è il modo migliore per rispondere alle loro lecite curiosità?

“Il nostro atteggiamento nei confronti del nostro corpo è fondamentale; il fatto di sentirci a nostro agio dentro la pelle dipende dal permesso, ricevuto o meno nella prima infanzia, di ‘vivere’ il nostro corpo. Come trasmettere questi atteggiamenti positivi, così cruciali per la loro felicità, ai nostri bambini? Anziché farci tormentare dai dubbi, cerchiamo di mettere in atto alcuni semplici principi. Con nostro sommo stupore, scopriremo che l’impresa è molto meno arqua di quanto pensavamo”¹.

Ecco dunque alcune rapide indicazioni per sentirsi più sicuri (tratte dal volume “Sessualità e bambini“, di Nessia Laniad, Red edizioni):

  1. Adattiamoci ai suoi tempi. Dice Marcello Bernardi: “Non importa che il bambino sia informato su tutto: l’importante è che si senta autorizzato a chiedere delle informazioni“. Quando rispondiamo alle domande dei bambini dobbiamo tenere presente che il loro livello di comprensione è molto diverso dal nostro, e che molti concetti verranno assimilati solo quando avranno acquisito le esperienze necessarie.
  2. Evitiamo di fornire informazioni non richieste. Se il bambino non chiede, significa che la sua attenzione al momento non è focalizzata su questo aspetto, e di conseguenza le informazioni date sarebbero inutili.
  3. Non lasciamo senza riposta le domande del bambino. Questo significa sia evitare di portare il bambino a credere che esistano domande vietate, sia rifiutare tutte quelle risposte difficili da riferire alla realtà umana (come il cavolo, la cicogna, ecc.).
  4. Limitiamoci a rispondere alla sua domanda. Quando il bambino è piccolo, è inutile spiegargli cosa sono ovuli e spermatozoi, perché questo sfuggirebbe alla sua esperienza concreta. E’ più utile fornirgli una risposta a lui comprensibile e che al contempo risulti rassicurante: tutti i bambini sono frutto dell’amore, e crescono nel grembo della mamma. L’educazione sessuale prenderà forma man mano che il bambino manifesta il desiderio di saperne di più.
  5. Parliamo di sentimenti. La prima cosa da dire è che i bambini nascono dall’amore: quando un uomo e una donna si amano, desiderano baciarsi, accarezzarsi, stare vicini e dormire assieme. Il concepimento non va presentato come una mera funzione riproduttiva, nè come una sequenza di atti meccanici, ma come una realtà legata alla sfera dei sentimenti. Si tratta dunque della capacità di trasmettere il concetto che il sesso è amore, gioco, energia vitale dal quale nasce, appunto, la vita.

Il mio punto di vista è che la riproduzione, al pari di qualsiasi altra funzione biologica ed evolutiva delle specie, è un fatto naturale, ovvero strettamente legato alla natura, e come tale va considerato. Gli stessi organi sessuali esistono per uno scopo, in modo non diverso da occhi, naso, piedi e unghie. Sono parti di noi, e il fatto che nominarne alcune metta più in difficoltà rispetto ad altre (nessuno fa fatica a pronunciare la parola “gomito”, ma “pene” sì), è un fatto prettamente culturale ed educativo. Quando i bambini ci chiedono come sono nati hanno semplicemente bisogno di sentirsi rassicurati sulle loro origini, e sono dunque molto lontani dall’associare a questo qualsiasi forma di imbarazzo o volgarità. Quello che vogliono sapere da noi non sono le nostre abitudini sessuali, nè ci guarderanno in modo diverso una volta scoperto a cosa servono quelle parti del corpo che la mamma e il papà (ovvero le femmine e i maschi) presentano in modo diverso. Siamo fatti così.

I libri sono di certo un ottimo ausilio per approcciare l’argomento con i piccoli. Ci tengo a sottolineare che non vanno usati come sostituti di un sano confronto, facendo così passare il messaggio che lasciamo rispondere loro alle domande che mamma e papà non si sentono di affrontare: servono piuttosto come finestre diverse sullo stesso orizzonte. Un orizzonte al quale è possibile guardare insieme con curiosità, apertura, gioco, libertà.

Vi presento alcuni testi, molto diversi tra loro. Il mio consiglio è di leggerli tutti prima di proporli al bambino, per farsi un’idea di come vengono impostati e scegliere quello nel quale ci sentiamo più a nostro agio.

Programma di educazione sessuale 3-6 anni, Mondadori

Questa collana è un vero e proprio corso divulgativo di educazione sessuale, proposto in modo diverso a seconda della fascia d’età di riferimento ( 3-6, 7-10, 11-14, 15-1 8 anni). Ha il vantaggio (e contemporaneamente lo svantaggio) di essere molto didattico: spiega le cose come stanno, mettendo in secondo piano l’aspetto giocoso e frizzante proprio di altri testi sull’argomento.


Come sono nato? Usborne edizioni

Questo libro cartonato con le alette permette di rispondere in maniera semplicissima alle domande dei più piccoli.


Anna Fiske, Come si fanno i bambini, Salani

Volete raccontare le cose così come sono? Questo è il libro per voi. Testo e disegni sono al contempo ironici e puntuali, e lo rendono uno strumento adattissimo a quei genitori che si sentono così a proprio agio sull’argomento, da saperci ridere su. Racconta proprio tutto:  come si sente una mamma durante i nove mesi di gestazione (voglie e nausee comprese), non nega che partorire sia faticoso (e che la mamma è tosta, ha tante forze!), e si conclude con un gioioso inno alla vita e alla straordinarietà di ciascuno di noi.

Ha il vantaggio di proporre i vari modi in cui un figlio può arrivare (ad esempio la fecondazione assistita), aprendo la comunicazione su più fronti.

Un altro testo divulgativo semplice e immediato è questo:

Brita Granström, Mick Manning, E io dove stavo? Editoriale scienza


Questo libro è e sarà sempre il mio preferito sull’argomento.

I genitori di questo libro raccontano svariate versioni (i bambini si trovano sotto i sassi, ma alcuni si fanno come i biscotti, e altri escono dal tubetto come dentifricio). Fratellino e sorellina ascoltano le storie strampalate di mamma e papà, e scoppiano a ridere: “Non abbiamo mai sentito un simile mucchio di cretinate tutte assieme! Ah, ah ah! […] A quanto pare non avete la minima idea di come nascono i bambini. E’ meglio che ve lo facciamo vedere con qualche disegno”.

Ma c’è una versione che è la più bella di tutte, conosciuta da ogni singola creatura vivente del nostro pianeta da sempre: quella, semplicemente, vera.

Un libro ottimo per spiegare ai bambini piccoli la meravigliosa avventura di una vita che nasce, senza esclusione di particolari, con grandissima ironia e leggerezza.


E allora, se da Babette Cole impariamo che come ci si riproduce è una cosa che sanno tutti da sempre, perché non affrontare l’argomento dimostrando ai bambini quanto questo è vero? Tutte le creature viventi del pianeta sono biologicamente codificate per mandare avanti la propria specie, ed è davvero divertente e curioso per noi umani venire a scoprire come. Lotte, stratagemmi di corteggiamento, comportamenti bizzarri: in questo libro ci sono tutte le risposte in merito a riproduzione, gestazione e accudimento del mondo animale.


Isabelle Jameson, Maud Legrand, Come si fanno i bambini, Pulce

Se i bambini ci spiazzano con le loro domande… noi possiamo spiazzarli con alcune risposte! E’ quello che propone questo albo illustrato nel quale, alla domanda: “Come si fanno i bambini?”, mamma e papà si guardano confusi e impacciati, e abbozzano le classiche teorie di api, cavoli e cicogne. Ma la risposta che il piccolo si aspettava era molto, molto più semplice di così. Sarà la sua sorellina a fornirgliela, con efficacia e candore disarmanti:

“Come si fanno i bambini?”.

Così:


¹ Nessia Laniado, Sessualità e bambini, Red edizioni

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