Perché dovrei leggere storie di paura ai bambini?

Quante volte mi è stata rivolta questa domanda, posta da genitori e nonni che, guidati dalle migliori intenzioni, desiderano preservare i loro piccoli dallo sperimentare emozioni “negative”.

L’istinto di protezione è un nobile gesto d’amore, al contempo è bene decidere da cosa intendiamo in effetti proteggere, e quali siano i modi più efficaci per raggiungere l’intento. 

E’ utile sperare che un bambino non si trovi mai a dover affrontare situazioni spiacevoli per lui, o illudersi che possa non incontrare mai nel suo cammino interiore emozioni “negative”? Oppure è più favorevole a uno sviluppo sano riconoscere che la vita è fatta fin dai primi istanti di un alternarsi di gioia e dolore, di bene e male, e che:  

“…le esperienze negative possono costituire una straordinaria opportunità per empatizzare, costruire intimità con i nostri figli e insegnare loro come padroneggiare i sentimenti […]. Sebbene alcuni genitori cerchino di ignorare i sentimenti negativi dei bambini sperando che se ne andranno da soli, in realtà le emozioni non funzionano quasi mai in questo modo. Al contrario, le emozioni negative si dissolvono quando i bambini possono parlarne, dar loro un nome, e sentirsi compresi.”1

Alla luce di ciò, l’atteggiamento più utile che un adulto possa prendere verso il bambino è quello di fornirgli gli strumenti per imparare a gestire l’immenso ventaglio di situazioni (e relative emozioni) che la vita inevitabilmente propone.

“Alcuni genitori credono che al bambino dovrebbero essere presentate soltanto la realtà conscia o immagini piacevoli e capaci di andare incontro ai suoi desideri: egli dovrebbe essere esposto unicamente al lato buono delle cose. Ma questo alimento unilaterale nutre la mente soltanto in modo unilaterale, e la vita reale non è tutta rose e fiori”.2


Che ruolo giocano i libri in questo contesto?

“Le storie agiscono nel profondo e vanno a collocarsi nel luogo dove i sogni e le fantasie del bambino forgiano la sua visione del mondo, la modificano, quando è necessario, la arricchiscono con la messa a fuoco di sempre nuovi dettagli. Identificandosi con il personaggio protagonista il bambino diventa, letteralmente, quel personaggio, e percepisce con la medesima intensità le sensazioni fisiche ed emotive che questi sperimenta. La fame di racconti che i bambini mostrano di provare con particolare intensità in determinati momenti della crescita è fame di esperienze che, se pur vissute in modo vicario, costituiscono un buon banco di prova per imparare a governare emozioni ed esperienze reali.”3

Il momento della lettura condivisa tra un bambino e la sua figura di riferimento diventa in questo modo non solo un luogo piacevole e distensivo in cui stare bene, ma anche e soprattutto un’occasione per portare al piccolo la molteplicità delle esperienze umane, affinché possa prendervi confidenza in un contesto di sicurezza e amore, acquisendo competenze per poi sapersi condurre consapevolmente e autonomamente nella realtà.

Le paure dei bambini sono una di quelle cose che maggiormente atterriscono i genitori, in una sorta di circolo vizioso di paura della paura. Ed ecco che, nel tentativo di annientare questa emozione, si cercano libri che “facciano passare” la difficoltà. L’atteggiamento che i libri più riusciti propongono, invece, è esattamente il contrario: l’intento è quello di immettere il bambino nella paura stessa, donandogli l’opportunità di sperimentarla, viverla, goderne, giocarci, riderci su, esorcizzarla, tra le braccia di mamma e papà.

E’ grazie a questa palestra emotiva che i piccoli possono allenarsi a fronteggiare preoccupazioni e turbamenti: lo vedrete ogni qual volta il bambino vi chiederà di leggergli sempre lo stesso libro così spaventoso per lui, e tornerà sempre sullo stesso passaggio inquietante, come a volerlo guardare più da vicino, più in profondità, finché diventerà così normale, abituale, da non smuovere più alcunché.

Ecco alcuni testi perfetti:

Ed Vere, Il mostro della buonanotte, Gribaudo

Questo albo illustrato ha la capacità di coinvolgere direttamente il bambino in una “terrorizzante”, divertentissima avventura, alle prese con un mostro verde pronto a mangiarsi il lettore con coltello e forchetta spalmato su una fetta di pane… o no? 

Il mostro della buonanotte” rende complice il bambino, portandolo ad affrontare la paura in prima persona, e al contempo allontanandolo dalla paura stessa attraverso l’ironia del testo e delle illustrazioni.

(Al momento il titolo è irreperibile, ma sarà nuovamente disponibile nelle librerie a partire da gennaio 2021!)


Maria Vago , Anna Laura Cantone, Il mostro del sonno, Arka 

Il classico “mostro sotto il letto” attende con impazienza che il piccolo Pietro si addormenti, per poter svolgere le proprie funzioni di spaventamento. Ma il bambino, temendo proprio la presenza del mostro, non riesce affatto a dormire!

La creatura decide dunque di uscire dal nascondiglio, e tenta di appropinquare il bambino al sonno raccontandogli alcune storie della buonanotte di sua conoscenza… tutti racconti decisamente terrorizzanti, che sortiscono l’effetto opposto! Il piccolo Pietro, nel tenero tentativo di accontentare il mostro, decide di raccontare a sua volta una storia della buonanotte molto efficace, ma… su chi farà effetto?


Dorothée de Monfreid, In una notte nera, Babalibri

“E’ notte. Pietro cammina nella foresta. E’ molto piccolo e ha paura. All’improvviso…HUUHUUHUU! Che cos’è?”

In ogni storia che si rispetti i protagonisti, sebbene piccoli e spaventati, riescono sempre a trovare un modo astuto ed efficace di avere la meglio sui cattivi. Anche in questo caso Pietro, con l’aiuto di un coniglietto amico, dimostra che il vero coraggio esiste proprio in virtù della paura, e che chiunque, anche il bambino più piccolo ha dentro di sé tutte le risorse per saper fronteggiare i propri mostri.


Philippa Leathers, Nero-coniglio, Lapis

Il piccolo coniglio di questa storia si trova di fronte a un essere molto più grande e inquietante, che incombe su di lui e lo segue ovunque. Cerca in tutti i modi di liberarsene ma, come spesso accade quando fuggiamo ansie e preoccupazioni senza fronteggiarle, quest’ombra scura non accenna ad allontanarsi. 

Nel momento in cui il piccolo protagonista incontra una minaccia reale (il lupo!) è proprio grazie all’alleanza tra il coniglietto e la propria ombra che la situazione si risolve, e la paura si trasmuta in coraggio e sicurezza in se stessi.


Elizabeth Dale, Paula Metcalf, Gli orsi non hanno paura, Emme edizioni

Questo racconto sembra un po’ una versione al contrario del celeberrimo “A caccia dell’orso”, solo che questa volta sono proprio gli orsi ad andare a caccia di una terribile creatura. Ma tanto gli orsi non hanno paura… o no?

Anche in questo albo il lettore ha la possibilità di sperimentare e giocare con l’inquietudine, riconoscendo come questa sia un’emozione plausibile anche da parte dei grandi (papà orso a un tratto sembra non aver altra scelta che ammettere l’esistenza di un mostro!), fermo restando che subito dopo si tira un sospiro di sollievo e ci si fa una bella risata liberatoria, tutti assieme.


Un mezzo potentissimo per affrontare le paure dei bambini sono le fiabe classiche, argomento che affronto qui.

1John Gottman, Intelligenza emotiva per un figlio, Rizzoli

2Bruno Bettelheim, Il mondo incantato, Feltrinelli

3 B. Tognolini, R. Valentino Merletti, Leggimi forte, Salani

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