Libri e collane per raccontare ai bambini il punto di vista degli adulti sul loro mondo

I bambini non possono capire. I bambini non devono sapere.

Hai mai avuto la sensazione che tuo figlio, come avesse un radar, fosse in grado di capire molto più di quel che sembra? Hai mai dovuto ammettere che il tuo bambino sia capace di calibrare in maniera istintiva i tuoi stati d’animo, le tue emozioni, i tuoi tabù?

Spesso la comunicazione tra genitori e figli è caratterizzata dal pregiudizio per cui, un po’ per istinto protettivo, un po’ per convenienza, una porzione di realtà sembra essere loro preclusa. Cosa succederebbe se invece ci fidassimo della loro capacità di percepire ciò che li circonda, e ci rivolgessimo a loro in modo aperto e onesto?

I libri sono, ancora una volta, il miglior mezzo che tu abbia a disposizione per regalare l’opportunità a te e al tuo bambino di esplorare i vostri rispettivi mondi interiori, con un linguaggio accessibile, adatto e giocoso.

Vuoi confidargli le tue emozioni nel suo primo giorno di scuola? Vuoi confessargli che anche tu provi apprensione nelle sue “prime volte”? Desideri trovare il modo di condividere con lui che anche tu vivi leciti momenti di frustrazione, confusione, stanchezza?

Ecco alcuni libri perfetti per questo scopo:

Anthony Browne, E se…?, Camelozampa

La mamma sta accompagnando Joe alla sua prima festa importante. Mentre cercano la casa del festeggiato, Joe è preoccupato per questa nuova esperienza e continua a farle domande, mentre la mamma appare completamente a suo agio nel trovare risposte rassicuranti. Ma come si sente lei davvero? E come saranno andate le cose, infine? Un albo insostituibile per raccontare ai bambini che a tutti capita di sentirsi turbati dall’ignoto, e che spesso la fantasia propone prospettive molto più inquiete di quanto si riveli in effetti la realtà.


Emma Adbåge, La buca, Camelozampa

Tutti noi siamo stati bambini e abbiamo giocato in luoghi che i grandi non approvavano affatto. Oggi quei grandi siamo noi, e  a volte censuriamo spazi, tempi e modi del gioco, in favore di illusori spazi, tempi e modi migliori. E’ quello che succede ai bambini di questa scuola, che svagano felicemente nella loro amata Buca, finché un avvenimento del tutto estraneo porta all’abolizione definitiva di quel luogo. Perché gli adulti, spesso, sembrano davvero non ascoltare, non vedere, non capire? E tutto questo sarà davvero in grado di fermare i bambini, e impedire loro di spostare l’avventura semplicemente un po’ più in là?


Joe Hoestlandt ,Claude e Denise Millet, A scuola, mamma!, Mondadori

Per ogni primo giorno di scuola che si rispetti c’è sempre almeno una mamma che piange commossa nascosta dietro a un dito. In questo simpaticissimo albo illustrato troviamo un ribaltamento di ruoli, nel quale bambini alle prese con la fine delle vacanze estive si ritrovano a dover sopportare e supportare mamme capricciose, lamentose e sbadate. I bambini lo sanno che le nuove esperienze mettono turbolenza nell’animo: quale modo migliore di gestirle, se non riderci su?


Quante volte, da quando sei diventata mamma, il tuo desiderio più grande è semplicemente riuscire a parlare al telefono indisturbata per più di cinque minuti, o poter stare in bagno da sola quel tanto che serve, o uscire con un’amica senza sentirti in colpa? O, se sei papà, vorresti anche solo poter tornare a casa stanco e avere il tempo di riprenderti? C’è un modo per confrontarti con il tuo bambino su questi argomenti, in modo comprensibile, onesto e divertente? 

La dichiarazione dei diritti delle mamme, dei papà, dei bambini e delle bambine è una collana utilissima per abbattere alcuni pregiudizi di ruoli e identità di genere, a favore di una maggior elasticità mentale e, dunque,  una maggiore libertà.



Diciamolo apertamente: di dormire fin tardi non se ne parla, riposare sotto l’ombrellone è impossibile, uscire con gli amici è una rarità e guardare un film sul divano è un’assurdità. Eppure, per quanto la vita sia cambiata dopo l’arrivo di un figlio, la sensazione più intensa che un genitore possa provare è sempre quella di essere indicibilmente fortunato. La fatica è parte integrante di tutto ciò che di più bello esiste nelle nostre vite e questi libri sono un modo simpatico per ricordarlo ai nostri bambini, ringraziandoli per renderci ogni giorno forse un po’ più stanchi, ma di certo infinitamente più felici.

“Com’è fortunato il mio papà! Con me ha imparato a fare incredibili castelli di sabbia!”

“Senza di me, starebbe tutto il tempo sdraiato al sole, con il rischio di scottarsi!”

Nella stessa collana:

 

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