Tornare tra i banchi di scuola: ogni anno un'emozione unica. Quest'anno ancora di più!

Ricordo come fosse ora il mio primo giorno di asilo, trentaquattro anni fa: io in lacrime, mia mamma che mi tratteneva per le mani e la maestra Elena che mi tirava per i piedi. Un inizio niente male, anche se dal secondo giorno in poi il problema era piuttosto riportarmi a casa.

L’emozione del primo giorno di scuola non è solo dei bambini. E’ delle maestre, che sperano tutti fili liscio; delle mamme, che subiscono lo shock del distacco con le loro creature; dei papà che fingono impassibili la cosa non li tocchi, e vanno a piangere in macchina.

Come per ogni evento emotivamente significativo che si rispetti, anche per questo tanto atteso inizio o ritorno a scuola esistono libri perfetti per accogliere i bambini e prepararli almeno in parte a ciò che andranno a vivere. Quali?

La scuola dovrebbe essere un luogo bellissimo; così bello che i bambini disobbedienti, per punizione, il giorno dopo dovrebbero essere chiusi fuori dalla scuola.”

Oscar Wilde



Il modo migliore per comunicare con i bambini in età da nido è portare i fatti in maniera didascalica e descrittiva, affinché essi stessi possano riconoscersi e immedesimarsi nelle azioni ed esperienze dei personaggi della storia.

Un esempio perfetto è racchiuso in questo libro:

Jeanne Ashbé, A più tardi!, Babalibri

Cosa mi piace: è un libro cartonato, adatto anche ai piccolissimi, in cui si descrive in maniera molto lineare una giornata-tipo a scuola. Il testo in rima descrive e accompagna ciò che le immagini mostrano, ovvero le azioni routinarie, il commiato da mamma o papà, i giochi con i compagni, la pappa, la pipì, la nanna e il ricongiungimento dei bambini con i genitori alla fine della giornata. Il tutto accade in un clima di assoluta serenità capace di rassicurare il bambino, che ritrova tra le pagine la sua familiare quotidianità.

Un altro testo semplice e didascalico per l’inserimento alla scuola materna è “Anna va alla scuola materna”, di Kathleen Amant, edito da Clavis.


Alcuni libri-gioco con i quali i bambini molto piccoli possono prendere confidenza con l’idea della scuola e dei suoi elementi caratteristici sono questi:


Nell’età della scuola dell’infanzia il bambino è pronto ad ascoltare storie ben più strutturate, metaforiche, ed è anche capace di immedesimarsi in punti di vista altrui.

Un libro che ho trovato molto semplice, interessante e punto di partenza per eventuali attività creative correlate è questo:

Daniela Kulot, Andiamo a scuola insieme, Zoolibri

Cosa mi piace: tre amici pieni di fantasia riescono a trasformare un semplice tragitto casa-scuola in un’avventura fuori dalle righe. Basta incontrare un sasso, che perde le sue sembianze per diventare un elefante pronto ad accompagnare gli amici in un viaggio nel fitto della giungla; oppure un fazzoletto stropicciato, che diventa ben presto un uccello capace di farli volare oltre le nuvole; o un pezzo di corda che diventa facilmente un serpente pericoloso… E’ così che i piccoli protagonisti giungono a scuola, sebbene in ritardo, ma pronti a mostrare ai compagni i loro ritrovamenti e a raccontare loro cosa può diventare la normalità grazie a un pizzico di fantasia.


Un libro bellissimo da proporre ai bambini (adatto anche e soprattutto per la prima elementare) è questo:

Adam Rex, Christian Robinson, Un grande giorno per la scuola, Giunti

Cosa mi piace: in questo libro troviamo un ribaltamento di ruoli davvero interessante. E’ il primo giorno di scuola, visto e vissuto dal punto di vista dell’edificio stesso. La scuola, appena inaugurata, prende anima e si pone una serie di domande e preoccupazioni plausibili. Quando sente una bambina sussurrare “Non mi piace la scuola”, la scuola pensa di rimando “Bé, magari nemmeno tu piaci a lei…”; si sente in imbarazzo mentre i bambini la stanno a guardare; ascolta le lezioni dei maestri e si sorprende mentre impara cose nuove; si sente in colpa se le capita di reagire in maniera dispettosa a quelle che lei percepisce come provocazioni. Insomma, si comporta come si comporterebbe un bambino in situazioni analoghe. 

Questo ribaltamento di ruoli permette al lettore di immedesimarsi in quelle stesse emozioni senza sentirsi chiamato direttamente in causa, e di riconoscere che ogni esperienza nuova può essere vissuta con plausibile inquietudine, e al contempo con eccitazione e fiducia.


Un altro scambio di ruoli è ben raccontato in questo albo:

Giovanna Zoboli, Simona Mulazzani, Anselmo va a scuola, Topipittori

Cosa mi piace: qui, a sperimentare il turbamento correlato ad esperienze inedite, è un peluche. Il bambino protagonista (cinque anni e otto mesi) è perfettamente capace di calibrare i segnali emotivi di Anselmo, il suo coniglietto di pezza, ed entrare in empatia con lui. 

Per rassicurarlo e prepararlo al primo giorno di scuola, il bambino decide di accompagnarlo con la sua auto volante in un fantasioso viaggio di esplorazione della scuola stessa, dove i due ascolteranno le conversazioni tra libri sgualciti, computer rovinati, banchi e oggetti vari bistrattati, preoccupati del rientro a scuola degli alunni. Questo viaggio di scoperta permette al coniglietto di tranquillizzarsi e di trasmutare la sua ansia in entusiasmo e felicità.

Troviamo una proposta didattica correlata a questo libro nel libro “A scuola con gli albi“, dell’insegnante Antonella Capetti, edito da Topipittori.


Ancora un rovesciamento di ruoli molto interessante qui:

Jo Hoestlandt, Claude e Denise Millet, A scuola, mamma!, Mondadori

Cosa mi piace: è il racconto di un primo giorno di scuola vissuto dal punto di vista delle mamme. Mamme svogliate che vorrebbero stare sempre in vacanza, alcune sbadate che perdono le chiavi, altre commosse con i lacrimoni, altre preoccupate, che fanno fatica a lasciar andare i figli. E nel frattempo i bambini, felici ed entusiasti, fanno loro le raccomandazioni, le rassicurano e si scambiano occhiate complici, che avere a che fare con i genitori non è sempre facile.

Un modo inedito e sicuramente divertente di guardare al primo giorno di scuola: “Hanno bisogno di un po’ di tempo” dice Antoine. ” Ma vedete che si abitueranno. All’inizio è dura per le mamme!”


Il primo giorno di scuola materna della mia primogenita le maestre hanno letto questo:

Michel Gay, Zeb e la scorta dei baci, Babalibri

Cosa mi piace: è il racconto del primo distacco da casa. Zeb, la zebra protagonista, parte in corriera per una gita insieme ad altre compagne. Quando le zebrette si rendono conto che passeranno davvero qualche giorno lontano dai genitori, si fanno prendere dallo sconforto. Per fortuna la mamma e il papà di Zeb lo hanno messo in preventivo, e hanno preparato una scatola di baci-caramella (foglietti di carta con stampati i loro veri baci) come oggetto di conforto e collegamento con la casa. Zeb, dopo un momento di indecisione, decide di condividere con amici e amiche i suoi baci-caramella, diventando automaticamente un modello di generosità, altruismo e coraggio.

Un altro testo classico per trattare il distacco dalla mamma è “Tre piccoli gufi“, di Martin Waddell, Patrick Benson, edito da Mondadori.

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