#piccolilettori _ cosa significa Leggere?

 
Cosa significa “leggere”?
 
Se immaginiamo il verbo “leggere” come la mera traduzione dei grafemi in fonemi, ecco che le potenzialità del gesto si riducono a un ambito molto circoscritto.
 
Consideriamo invece cosa succede durante il gesto della lettura:
 
– un insieme di stimoli raggiungono i nostri organi di senso (ad esempio i simboli neri su sfondo bianco che compongono la parola scritta raggiungono i nostri occhi, riconoscendo la parola “cane”);
– gli input vengono riconosciuti dal sistema neuro-cognitivo dell’individuo ed elaborati in modo del tutto soggettivo (dunque la parola “cane” scatena reazioni diverse a seconda dell’esperienza che il soggetto associa all’oggetto di riferimento);
– l’individuo reagisce agli stimoli, in modo conforme alla sua elaborazione soggettiva (ad esempio sorridendo, o rabbrividendo di paura).
 
 
Considerando dunque il predicato “leggere” nella sua accezione più ampia, riconosciamo che l’essere umano “legge” la realtà in cui è immerso fin dal grembo materno, ricevendola attraverso l’intero sistema sensoriale, interpretandola attraverso i propri filtri soggettivi e reagendo di conseguenza.
E’ così che il bambino diventa “lettore” fin dal grembo materno, ed è in questo contesto che il compito dell’educatore che sceglie di crescere un bambino nel mondo dei libri diventa quello di assecondare lo sviluppo psico-fisico, cognitivo, emotivo e spirituale del bambino proponendogli i libri più giusti possibile, nel momento migliore possibile.
 
Vi ringrazio per contribuire al progetto Leggimiprima attraverso queste immagini meravigliose, che sono lo specchio stesso del motivo per cui Leggimiprima esiste.
 

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