#unlibrociascuno_ Il potere delle parole

Che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d’intenderci, non ci siamo intesi affatto.” 

Luigi Pirandello

 

Le parole sono importanti. Le parole sono potenti. Le parole sono magiche.

Imparare l’arte di usare consapevolmente le parole equivale a intraprendere la strada verso una vita migliore.

Addirittura?

Ragioniamoci su solo un secondo. Proprio ora, mentre stiamo pensando, ciò che pensiamo sono parole. Rappresentano ciò che noi stessi stiamo raccontando a noi stessi, e ciò che poi racconteremo di noi stessi al resto del mondo, sempre attraverso le parole. Il nostro dialogo interno e la sua traduzione verso l’esterno è lo specchio della nostra mappa della realtà, talmente soggettiva da essere il più forte marchio della nostra unicità personale su questo pianeta. Sette miliardi e mezzo di mappe della realtà, tutte rappresentate in altrettanti modi di parlare a se stessi e al mondo.

Saper comunicare con cognizione di causa, scegliere accuratamente le parole con le quali rivolgersi agli altri – ai nostri figli per esempio – fa tutta la differenza del mondo.

Ogni parola ha una storia (Marco Balzano ne “Le parole sono importanti”, edito da Einaudi, racconta l’etimologia di alcuni termini particolarmente impattanti per l’essere umano come ad esempio “felicità” ), e ha almeno un effetto (nell’albo illustrato “La grande fabbrica delle parole” vediamo come Philéas , grazie a tre parole pescate a caso nel cassonetto di quelle gettate via, riesce a toccare il cuore della sua innamorata Cybelle).

Ecco cosa scrive Gianni Rodari ne La grammatica della Fantasia:

Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari. Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad aver tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni.

Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente, per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere”.

Ora, possiamo alzare il palmo della nostra mano e guardare quali parole stiamo gettando nell’acqua della mente di chi amiamo, noi stessi compresi. 

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