Ancora una volta, dai, una sola!

Ecco il leitmotiv che ogni genitore si sente cantilenare nelle orecchie dal proprio piccolo quando si chiude un libro.

Ultima, promesso!

Non è vero, non sarà l’ultima, ma tu ci credi e la rileggi, la stessa storia, di nuovo e ancora, per l’ennesima ultima volta.

Perché lo fai?

 

Perché per un bambino è così importante sentir rileggere tante volte la stessa storia?

Riporto le parole di Bruno Tognolini nel suo “Leggimi forte”:

  • Perché vuole capirla meglio.
  • Perché vuole impararla a memoria e averla a disposizione quando gli serve.
  • Perché vuole prolungare il tempo da passare in compagnia di mamma o papà.
  • Perché vuole anticipare e pregustare con certezza i momenti di più grande divertimento o di massima tensione.
  • Perché vuole essere sicuro, ma proprio assolutamente sicuro che la voce che legge tradisca ogni volta le stesse identiche emozioni e dica ogni volta le stesse identiche parole.

 

Anche Gianni Rodari, nella Grammatica della fantasia, parla così a proposito del gioco “a sbagliare le storie”, durante il quale si trasfigurano le storie rendendole diverse da come i bambini le conoscono: “E’ un gioco più serio di quanto non sembri a prima vista. Ma bisogna giocarlo al momento giusto. I bambini, quanto a storie, sono abbastanza a lungo conservatori. Le vogliono riascoltare con le stesse parole della prima volta, per il piacere di riconoscerle, di impararle da cima a fondo nella giusta sequenza, di riprovare le emozioni del primo incontro, nello stesso ordine: sorpresa, paura, gratificazione. Essi hanno bisogno di ordine e di rassicurazione: il mondo non deve allontanarsi troppo bruscamente dai binari sui quali, con tanta fatica, lo vanno avviando. Può dunque darsi che sulle prime il gioco di sbagliare le storie li irriti, perché li fa sentire in pericolo. All’apparizione del lupo sono preparati: l’apparizione del nuovo li inquieta, perché non sanno se sarà amico o nemico.”

Queste parole ci rimandano rapidamente all’opportunità che abbiamo di assecondare i bisogni del bambino attraverso i libri. Ci ricordano come quello della lettura condivisa sia un terreno fertile per decifrare e interpretare non solo le parole scritte nelle storie, ma anche e soprattutto chi le storie le riceve.

I libri che il bambino desidera sentirsi ripetere fino allo sfinimento in un dato momento, possono diventare un prezioso indizio per riconoscere quali sono i nodi che la sua parte inconscia sta elaborando, oppure possono indicare uno stato d’animo, un segnale di qualcosa che sta succedendo nel suo mondo, interno o esterno, e che lui sta cercando di capire.

Più storie avrà il bambino a disposizione, più dimestichezza accumulerà per far fronte alla vita reale. D’altronde i nostri neuroni non sanno riconoscere la differenza tra un’esperienza vissuta direttamente, e una vividamente riportata dalla nostra immaginazione.

Leggere il bambino prima di leggere con il bambino, assecondare le sue scelte e rispondere con le storie più adatte: ecco la ricetta dell’alchimia e dell’incanto.

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Leggimi forte, Bruno Tognolini, Rita Valentino Merletti, ed. Salani
https://www.lafeltrinelli.it/libri/bruno-tognolini/leggimi-forte/9788884516831
 
Ancora! Emily Gravett, Mondadori
https://www.lafeltrinelli.it/libri/emily-gravett/ancora/9788804636465

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